{"id":71,"title":"Trasparente brilla di pi\u00f9: il paradosso dei pigmenti PMU","slug":"trasparente-brilla-di-piu-paradosso-pigmenti-pmu","description":"Saturazione, opacit\u00e0 e brillanza dei pigmenti sono grandezze fisiche misurabili. Indice di rifrazione, chroma C* e tinting strength spiegano perch\u00e9 gli organici vincono in vividezza dove i minerali vincono in coprenza.","h1_title":"<h1><span style=\"color: #c6ab02\">Trasparente brilla di pi\u00f9<\/span>: il paradosso dei pigmenti PMU<\/h1>","published_at":null,"url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/blog\/trasparente-brilla-di-piu-paradosso-pigmenti-pmu","paragraphs":[{"level":1,"html":"<p>Si dice spesso che i <strong>pigmenti organici sono pi\u00f9 brillanti<\/strong> degli inorganici \"perch\u00e9 sono pi\u00f9 puri\", o \"perch\u00e9 sono pi\u00f9 coprenti\". Sono frasi che mettono insieme cose diverse. La brillanza non \u00e8 un'opinione estetica: \u00e8 una <strong>grandezza fisica misurabile<\/strong>, e la sua relazione con la coprenza \u00e8 l'opposto di quello che sembra.<\/p>","image_url":null,"youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":2,"html":"<h2>I due assi che descrivono un pigmento<\/h2><p>Per capire come si comporta un pigmento <strong>non basta un asse solo<\/strong>. Ne servono due, e rispondono a due domande diverse:<\/p><ul><li><strong>Indice di rifrazione (n) \u2192 coprenza<\/strong>: quanto la particella devia la luce all'interfaccia col tessuto. Pi\u00f9 n \u00e8 distante da quello del derma, pi\u00f9 il pigmento \u00e8 opaco e coprente.<\/li><li><strong>Chroma C* \u2192 brillanza<\/strong>: quanto colore puro c'\u00e8 nel risultato finale, misurato sullo spazio CIELAB. Alto = vivido, basso = spento.<\/li><\/ul><p>Coprenza e brillanza <strong>non sono sinonimi<\/strong> e misurano qualit\u00e0 diverse. Nei pigmenti PMU classici (organici vs ossidi) tendono a correlarsi negativamente \u2014 chi \u00e8 bravo in una \u00e8 tipicamente debole nell'altra \u2014 ed \u00e8 di questo trade-off pratico che parla il resto del post.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/547.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":3,"html":"<h2>L'indice di rifrazione: il primo numero che conta<\/h2><p>L'<strong>indice di rifrazione<\/strong> (n) misura quanto la luce rallenta e devia quando entra in un materiale. Quel che conta non \u00e8 il numero in s\u00e9 \u2014 \u00e8 il <strong>contrasto<\/strong> tra l'indice di un oggetto e quello del mezzo in cui si trova.<\/p><p>Lo si vede con un cubetto di ghiaccio. <strong>Fuori dall'acqua<\/strong>, appoggiato su un piano, lo vedi benissimo: bordi nitidi, riflessi, luccichio \u2014 perch\u00e9 l'aria ha n \u2248 1.00 e il ghiaccio n \u2248 1.31, salto enorme. Adesso lo stesso cubetto <strong>dentro un bicchiere d'acqua<\/strong> (n \u2248 1.33): quasi sparisce, vedi solo una vaghissima ombra sfumata. <strong>Stesso identico cubetto, due ambienti diversi<\/strong>: cambia tutto perch\u00e9 cambia il contrasto di n.<\/p><p>Nel derma succede la stessa cosa. Il \"bicchiere d'acqua\" \u00e8 il tessuto, che ha n \u2248 <strong>1.4<\/strong>. Il pigmento \u00e8 il \"cubetto\". Se n del pigmento \u00e8 vicino a 1.4 \u2192 la luce ci passa attraverso, il pigmento \u00e8 traslucido e \"integrato\". Se \u00e8 molto pi\u00f9 alto \u2192 la luce rimbalza sulla superficie del granulo prima ancora di entrare, e il pigmento appare opaco, coprente.<\/p><p>I valori di riferimento per le famiglie principali, da trattare come ordini di grandezza pi\u00f9 che come costanti precise:<\/p><ul><li><strong>Aria<\/strong> \u2014 n \u2248 1.00 (riferimento)<\/li><li><strong>Derma<\/strong> \u2014 n \u2248 1.37\u20131.41 (il mezzo in cui vive il pigmento)<\/li><li><strong>Collagene<\/strong> \u2014 n \u2248 1.43\u20131.50<\/li><li><strong>Pigmenti organici<\/strong> \u2014 n \u2248 1.5\u20131.8 \u2192 contrasto col derma <strong>basso<\/strong> \u2192 traslucidi e brillanti<\/li><li><strong>Carbon black<\/strong> \u2014 n \u2248 1.8\u20132.0 (con assorbimento enorme) \u2192 effetto morbido, nero \"tenue\"<\/li><li><strong>Ossidi di ferro<\/strong> \u2014 n \u2248 2.4\u20133.0 \u2192 contrasto col derma <strong>altissimo<\/strong> \u2192 fortemente coprenti<\/li><li><strong>Biossido di titanio (TiO\u2082)<\/strong> \u2014 n \u2248 2.5\u20132.9 \u2192 coprenza massima<\/li><\/ul><p>Il salto \u00e8 netto: gli organici stanno quasi \"dentro\" il range del collagene; gli ossidi e il TiO\u2082 vivono <strong>quasi un'ottava sopra<\/strong> il derma. \u00c8 questo salto a determinare l'aspetto ottico nel flacone e sotto pelle.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/557.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":4,"html":"<h2>Chroma C*: misurare la brillanza con un numero solo<\/h2>\n<p>La brillanza non \u00e8 un'opinione: ha un nome tecnico (<strong>chroma<\/strong>) e un sistema di misura (<strong>CIELAB<\/strong>). Nel sistema CIELAB un colore si descrive con tre numeri:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L*<\/strong> \u2014 luminosit\u00e0, da nero (0) a bianco (100).<\/li>\n<li><strong>a*<\/strong> \u2014 asse verde-rosso (valori negativi \u2192 verde, positivi \u2192 rosso).<\/li>\n<li><strong>b*<\/strong> \u2014 asse blu-giallo (negativi \u2192 blu, positivi \u2192 giallo).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <strong>saturazione<\/strong> \u2014 quanto un colore \u00e8 \"puro\" rispetto al grigio neutro \u2014 si calcola direttamente da a* e b*:<\/p>\n<blockquote style=\"background:#f4f4f5;padding:1em 1.5em;border-left:4px solid #c6ab02;border-radius:0 4px 4px 0;margin:1.5em 0;font-style:normal;font-weight:600;text-align:center;font-size:1.15em;\"><p style=\"margin:0;font-style:normal;color:#1f2937;\"><strong>C* = \u221a(a*\u00b2 + b*\u00b2)<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 un numero solo, che cresce quanto pi\u00f9 il colore si allontana dal centro grigio del solido cromatico. Pi\u00f9 C* \u00e8 alto, pi\u00f9 il colore appare brillante, vivido, \"puro\". Questo \u00e8 il <strong>chroma<\/strong>: la misura quantitativa della brillanza, senza opinioni.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/559.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":5,"html":"<h2>Banda stretta vs banda larga: cosa muove il chroma<\/h2><p>Il chroma non nasce per magia: nasce da <strong>come il pigmento assorbe la luce<\/strong>. La luce bianca (sole, lampada) contiene tutte le lunghezze d'onda dello spettro visibile, dal rosso al violetto. Quando colpisce un pigmento, una parte di queste lunghezze d'onda viene <strong>assorbita<\/strong> (trattenuta dalle molecole o dagli ioni del pigmento) e una parte viene <strong>riflessa<\/strong> (rimandata all'occhio). Il colore che vediamo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che <em>resta<\/em> dopo l'assorbimento \u2014 la luce non trattenuta.<\/p><p>Cosa succede dipende da <em>come<\/em> avviene l'assorbimento:<\/p><ul><li><strong>Banda spettrale stretta<\/strong> (selettiva): il pigmento assorbe solo poche lunghezze d'onda precise \u2014 un \"picco\" preciso nello spettro. Lascia passare tutto il resto, pulito. Il colore che torna all'occhio \u00e8 cromaticamente <strong>puro<\/strong> \u2192 chroma alto.<\/li><li><strong>Banda larga<\/strong>: il pigmento assorbe un'intera zona dello spettro, trattenendo anche lunghezze d'onda adiacenti al colore \"principale\". Il colore che torna \u00e8 \"sporco\", contaminato, terroso \u2192 chroma basso.<\/li><\/ul><p>Lo si vede ancora una volta in un bicchiere d'acqua. Metti una goccia di <strong>colorante alimentare rosso<\/strong>: il colorante \u00e8 una molecola organica che assorbe la luce su una banda spettrale stretta \u2014 un picco preciso nel verde-giallo \u2014 lasciando passare il resto. L'acqua diventa rossa <em>vivida<\/em>, traslucida, \"fluorescente\". Metti la stessa quantit\u00e0 di <strong>passata di pomodoro diluita<\/strong> in un altro bicchiere identico: i carotenoidi del pomodoro (licopene, \u03b2-carotene) assorbono su bande pi\u00f9 larghe, soprattutto nel blu-verde. L'acqua diventa rossa, s\u00ec, ma <em>slavata<\/em>, terrosa, sbiadita. <strong>Stessa tinta rossa, stessa quantit\u00e0 di sostanza<\/strong>: chroma altissimo nel primo caso, chroma molto pi\u00f9 basso nel secondo.<\/p><p>Nel pigmento PMU vale esattamente la stessa logica. I <strong>pigmenti organici<\/strong> (chinacridoni, ftalocianine) hanno sistemi di legami coniugati che assorbono su bande strette \u2192 C* alto. Gli <strong>ossidi metallici<\/strong> hanno ioni che assorbono su bande larghe \u2192 C* basso.<\/p><p>E qui i numeri parlano chiaro: un rosso da <strong>ossido di ferro<\/strong> (Fe\u2082O\u2083, Pigment Red 101) vive tipicamente intorno a <strong>C* 30\u201340<\/strong>. Un rosso da <strong>chinacridone<\/strong> (Pigment Red 122, organico) pu\u00f2 superare <strong>C* 70<\/strong>. \u00c8 pi\u00f9 del <strong>doppio<\/strong> di saturazione, a parit\u00e0 di tonalit\u00e0 di base. Lo stesso vale per i blu: un'ombra blu costruita con ossidi resta in zona C* 20\u201330, un blu da ftalocianina (Pigment Blue 15:3) sfora oltre C* 50. \u00c8 questa la \"brillanza\" \u2014 misurata, non immaginata.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/545.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":6,"html":"<h2>Due meccanismi separano organici e minerali<\/h2><p>Tutto quanto detto fin qui si condensa in due meccanismi ottici, e le due famiglie stanno sempre agli estremi opposti:<\/p><ul><li><strong>Indice di rifrazione<\/strong> \u2014 Organici 1.5\u20131.8 (vicino al derma, la luce entra). Minerali 2.4\u20133.0 (la luce rimbalza in superficie).<\/li><li><strong>Assorbimento<\/strong> \u2014 Organici banda stretta \u2192 colore puro, chroma alto. Minerali banda larga \u2192 colore terra, chroma basso.<\/li><\/ul><p>L'organico restituisce poca luce ma cromaticamente pulita (= <strong>brillanza<\/strong>); il minerale ne restituisce tanta ma \"sporca\" (= <strong>coprenza spenta<\/strong>). Non \u00e8 \"purezza\", non \u00e8 \"opacit\u00e0\": \u00e8 <strong>fisica della luce<\/strong>.<\/p>","image_url":null,"youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":7,"html":"<h2>Trasparente non vuol dire spento<\/h2><p>Qui c'\u00e8 il punto che spiazza. Se l'organico ha n vicino al derma \u2014 come il ghiaccio nell'acqua \u2014 non dovrebbe \"sparire\" e quindi vedersi <em>meno<\/em>? S\u00ec, ma in un senso preciso: <strong>sparisce la particella, non il colore<\/strong>. Anzi: pi\u00f9 la particella \u00e8 trasparente, pi\u00f9 la luce <strong>la attraversa<\/strong>, e pi\u00f9 il colore che ne esce \u2014 se assorbito a banda stretta \u2014 \u00e8 \"pulito\" e brilla.<\/p><p><strong>Coprenza<\/strong> = quanto vedi la massa del pigmento. <strong>Brillanza<\/strong> = quanto \u00e8 puro il colore che ne esce. Sono due cose diverse: in linea di principio un pigmento potrebbe essere brillante <em>e<\/em> coprente, o trasparente <em>e<\/em> spento. Ma nei pigmenti PMU classici queste due qualit\u00e0 si presentano <strong>tipicamente correlate negativamente<\/strong>: gli organici, traslucidi (n vicino al derma) e con assorbimento selettivo, restituiscono poca luce ma cromaticamente pulita \u2192 traslucidi <em>e<\/em> vividi. Gli ossidi, opachi (n lontano dal derma) e con assorbimento a banda larga, restituiscono tanta luce ma \"sporca\" \u2192 coprenti <em>e<\/em> spenti. \u00c8 il modo in cui sono fatti questi materiali, non una legge fisica universale.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/567.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":8,"html":"<h2>Coprenza e brillanza: cosa scegliere in studio<\/h2><p>Nel post abbiamo visto che, nei pigmenti PMU classici, chi \u00e8 bravo in una qualit\u00e0 tende a essere debole nell'altra. Non \u00e8 una legge fisica universale \u2014 \u00e8 una conseguenza di come sono fatti i materiali che usiamo. In studio si traduce cos\u00ec:<\/p><ul><li><strong>Sopracciglia, ricostruzioni del pelo, camouflage<\/strong> \u2192 ossidi (tono terra coerente, stabile)<\/li><li><strong>Labbra, eyeliner, accenti cromatici<\/strong> \u2192 organici (chroma alto)<\/li><li><strong>Vie di mezzo<\/strong> \u2192 <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" href=\"\/blog\/pigmenti-organici-inorganici-ibridi-dermopigmentazione\">pigmenti ibridi<\/a> (un po' di saturazione + un po' di stabilit\u00e0)<\/li><\/ul>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/540.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":9,"html":"<h2>Cosa cambia sotto pelle<\/h2>\n<p>Tutti questi numeri sono misurati nel pigmento \"in vetrino\" o nel flacone. <strong>Sotto pelle cambia tutto<\/strong> \u2014 ma il rapporto di brillanza tra le due famiglie resta. Il derma \u00e8 un mezzo torbido: i suoi cromofori biologici (melanina, emoglobina) assorbono parte dello spettro, la struttura fibrillare del collagene diffonde la luce in modo non orientato, lo spessore di tessuto che la luce attraversa funziona da filtro spettrale aggiuntivo. Un Pigment Red 122 chinacridone perder\u00e0 una parte del suo chroma misurato in vetrino \u2014 diciamo dal C* 70 originale a un C* 50\u201355 effettivo sotto pelle. Ma un Pigment Red 101 ossido di ferro, partito da C* 35, scender\u00e0 a un C* 25\u201328 effettivo. <strong>Il rapporto di brillanza tra i due rimane il doppio.<\/strong><\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/560.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":10,"html":"<h2>Il rovescio della medaglia: la fotostabilit\u00e0<\/h2><p>Tutto questo non significa che gli organici siano \"meglio\" degli inorganici. Significa che fanno una cosa diversa, e la fanno con un costo. Il costo \u00e8 la <strong>fotostabilit\u00e0<\/strong>: i sistemi di legami coniugati \u2014 quelli che danno il chroma alto \u2014 sono anche quelli che assorbono gli ultravioletti, e su archi temporali lunghi vanno incontro a degradazione fotochimica pi\u00f9 degli ossidi metallici, che sono cristallograficamente stabili nei limiti dell'uso intradermico. Sul piano della <strong>biogenicit\u00e0<\/strong> il discorso \u00e8 diverso e merita una trattazione a s\u00e9 in un post dedicato alla chimica dei pigmenti.<\/p><p>Da qui le scelte operative: il trucco permanente sopracciglia si appoggia agli ossidi (durata, stabilit\u00e0, gamma terra coerente con l'aspetto naturale del pelo); le labbra usano in misura crescente organici e ibridi (saturazione necessaria per leggere un colore acceso sotto la luce naturale); la <strong>tricopigmentazione<\/strong> costruisce neri principalmente col <strong>carbon black<\/strong>, miscelato con ossidi e ibridi per stabilizzare il tono nel tempo. La <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" href=\"\/blog\/tatuaggio-dura-dermopigmentazione-svanisce\">durata di un tatuaggio rispetto a una dermopigmentazione<\/a> dipende anche da questa scelta di famiglia: gli ossidi e gli ibridi restano i pi\u00f9 stabili a lungo termine, mentre <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" href=\"\/blog\/neri-minerali-carbon-black-ibridi-tricopigmentazione\">il carbon black<\/a> ha una sua dinamica di viraggio cromatico, e gli organici puri sbiadiscono prima sotto UV cumulativi. Non \u00e8 un difetto degli organici: \u00e8 il prezzo del chroma.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/542.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":11,"html":"<h2>Cosa fai tu in studio<\/h2>\n<p>Per la scelta del pigmento in seduta:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Effetto marcato, colore vivido<\/strong> (labbra, eyeliner, accenti) \u2192 organici.<\/li>\n<li><strong>Effetto sfumato, stabile nel tempo<\/strong> (sopracciglia, camouflage, tricopigmentazione) \u2192 minerali.<\/li>\n<li><strong>Vie di mezzo<\/strong> \u2192 ibridi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per capire cosa c'\u00e8 davvero nel flacone, leggi <strong>Pigment Number<\/strong> (PR, PY, PB, PG, PBk, PW) e <strong>Color Index<\/strong> (CI a cinque cifre) sulla scheda tecnica. Tre regole CI coprono il 95% dei casi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>CI 77xxx<\/strong> \u2192 inorganico (ossidi, TiO\u2082). Eccezione: <strong>PBk 7 = CI 77266 = carbon black<\/strong>, comportamento intermedio.<\/li>\n<li><strong>CI 11xxx\u201315xxx<\/strong> \u2192 azoici (organici): rossi e gialli ad alto chroma.<\/li>\n<li><strong>CI 73xxx\u201374xxx<\/strong> \u2192 chinacridoni e ftalocianine (organici): labbra ed eyeliner saturi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se sull'etichetta trovi solo nomi commerciali senza alcuna sigla CI o PR\/PY\/PB, non \u00e8 un prodotto conforme al Reg UE 2020\/2081 \u2014 cambia fornitore.<\/p>\n<p>Se vuoi confrontarti su una scheda specifica, <a href=\"\/contatti\">scrivici<\/a>.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/541.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":12,"html":"<h2>Riferimenti<\/h2><ul><li><strong>Berns R.S.<\/strong> <em>Billmeyer and Saltzman's Principles of Color Technology<\/em> (4\u00aa ed.). Wiley, 2019. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/9781119367314\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1002\/9781119367314<\/a><\/li><li><strong>Zollinger H.<\/strong> <em>Color Chemistry: Syntheses, Properties, and Applications of Organic Dyes and Pigments<\/em> (3\u00aa ed.). Wiley-VCH, 2003. Trattato di riferimento sulla chimica dei pigmenti organici e sui sistemi di legami coniugati.<\/li><li><strong>Buxbaum G., Pfaff G.<\/strong> (a cura di) <em>Industrial Inorganic Pigments<\/em> (3\u00aa ed.). Wiley-VCH, 2005. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/3527603735\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1002\/3527603735<\/a><\/li><li><strong>Anderson R.R., Parrish J.A.<\/strong> <em>The optics of human skin<\/em>. Journal of Investigative Dermatology 77 (1981): 13\u201319. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/1523-1747.ep12479191\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1111\/1523-1747.ep12479191<\/a><\/li><li><strong>Jacques S.L.<\/strong> <em>Optical properties of biological tissues: a review<\/em>. Physics in Medicine and Biology 58 (2013): R37\u2013R61. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1088\/0031-9155\/58\/11\/R37\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1088\/0031-9155\/58\/11\/R37<\/a><\/li><li><strong>Kubelka P., Munk F.<\/strong> <em>Ein Beitrag zur Optik der Farbanstriche<\/em>. Zeitschrift f\u00fcr Technische Physik 12 (1931): 593\u2013601. Modello fondamentale di scattering e assorbimento nei mezzi opachi, su cui si basa la misura di tinting strength.<\/li><li><strong>Regolamento (UE) 2020\/2081<\/strong> della Commissione \u2014 Allegato XVII voce 75 del REACH (sostanze nei tatuaggi e nel trucco semipermanente). In applicazione dal 4 gennaio 2022. Definisce gli obblighi documentali sui pigmenti PMU\/SMP. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2020\/2081\/oj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2020\/2081\/oj<\/a><\/li><\/ul>","image_url":null,"youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null}]}