{"id":69,"title":"Neri minerali, carbon black, ibridi: quale pigmento scegliere per una tricopigmentazione che dura nel tempo","slug":"neri-minerali-carbon-black-ibridi-tricopigmentazione","description":"Il \"nero\" della tricopigmentazione non \u00e8 un colore: sono tre famiglie chimiche che invecchiano in modi opposti. Ecco come scegliere il pigmento che dura.","h1_title":"<h1>Neri minerali, carbon black, ibridi: quale pigmento scegliere per una tricopigmentazione che dura nel tempo<\/h1>","published_at":null,"url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/blog\/neri-minerali-carbon-black-ibridi-tricopigmentazione","paragraphs":[{"level":1,"html":"<p>Il <strong>nero della tricopigmentazione non \u00e8 uno<\/strong>. Sono almeno tre famiglie chimiche con comportamenti opposti, e tra loro non si possono scambiare. Quando un operatore dice \"ho usato un nero\" sta dichiarando poco: per capire cosa succeder\u00e0 a quel pigmento nel derma \u2014 fra dodici mesi, fra cinque anni \u2014 bisogna sapere se \u00e8 carbonio elementare, ossido di ferro, o una formulazione ibrida pensata per compensare i limiti di entrambi. Questo articolo le distingue, una per una, con il livello di dettaglio chimico che serve per scegliere consapevolmente in studio.<\/p>","image_url":null,"youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":2,"html":"<h2>Il carbon black: il nero pi\u00f9 profondo, il viraggio pi\u00f9 discusso<\/h2><p><strong>Carbon black \u00e8 carbonio elementare<\/strong>, in forma amorfa o parzialmente grafitica (Color Index 77266). Non \u00e8 un ossido: niente ferro, niente metallo, solo carbonio prodotto per pirolisi controllata di idrocarburi. \u00c8 il pigmento pi\u00f9 \"spegnente\" disponibile \u2014 assorbe quasi tutta la luce visibile in modo uniforme \u2014 e da qui il nero profondissimo che si vede nel flacone.<\/p><p><strong>Sotto pelle il carbon black tende a virare al grigio o al blu.<\/strong> Non \u00e8 chimica \u2014 il carbonio \u00e8 fra i materiali pi\u00f9 stabili che esistano \u2014 \u00e8 <strong>ottica<\/strong>. La pelle non \u00e8 un foglio trasparente: \u00e8 un mezzo torbido, attraversato da fibre di collagene, capillari, sebo, le particelle stesse del pigmento. La luce vi entra interamente, ma a ogni incontro con un ostacolo cambia direzione (scattering). E nello scattering, una propriet\u00e0 fisica chiamata Rayleigh fa la differenza:<\/p><ul><li>la luce entra <strong>intera<\/strong> nello spessore di tessuto sopra il pigmento;<\/li><li>a ogni rimbalzo, la <strong>componente blu<\/strong> viene deviata di pi\u00f9 della componente rossa \u2014 \u00e8 una propriet\u00e0 del singolo evento di scattering;<\/li><li>dentro la pelle i rimbalzi sono <strong>tantissimi<\/strong> (come nell'atmosfera, come nel mare): a forza di rimbalzare l'effetto si accumula, e la luce che torna verso l'occhio \u00e8 dominata dal blu;<\/li><li>il risultato \u00e8 una \"nebbia\" azzurrina sovrapposta al colore del pigmento.<\/li><\/ul><p>\u00c8 lo stesso fenomeno per cui il cielo \u00e8 azzurro, ed \u00e8 l'<strong>effetto Tyndall<\/strong>. Il pigmento non \u00e8 cambiato: \u00e8 la pelle che fa da filtro selettivo. La profondit\u00e0 d'impianto lo mitiga (meno tessuto sopra = meno rimbalzi = meno blu), ma non lo azzera. Nel tempo una quota di viraggio freddo si manifesta comunque, ed \u00e8 costitutiva della fisica della luce nel derma, non un difetto tecnico. Il fenomeno \u00e8 documentato in letteratura dermatologica dalle ottiche di Anderson e Parrish (1981) fino alle review moderne di Jacques (2013).<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/526.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":3,"html":"<h2>Gli ossidi di ferro neri: il minerale che non cambia<\/h2><p><strong>Il nero della famiglia minerale \u00e8 la magnetite<\/strong>, Fe\u2083O\u2084, Color Index 77499 (Pigment Black 11). Non \u00e8 un parente lontano del carbon black: \u00e8 chimica completamente diversa, e cambia tutto anche nel comportamento. Gli ossidi di ferro sono la spina dorsale del PMU \u2014 tutti i bruni, i rossicci, i toni terra delle sopracciglia, gran parte dei marroni della trico hanno qui la loro radice chimica. Il nero magnetite chiude la gamma.<\/p><p><strong>La propriet\u00e0 che li rende preziosi \u00e8 la stabilit\u00e0 chimica intrinseca.<\/strong> Il ferro nei pigmenti inorganici \u00e8 gi\u00e0 nella sua forma ossidata di equilibrio: in condizioni biologiche normali non si ossida ulteriormente e non vira chimicamente. \u00c8 il dato canonico della chimica degli ossidi di ferro, consolidato nel riferimento di Cornell e Schwertmann (2003).<\/p><p><strong>Attenzione per\u00f2 alla distinzione fra stabilit\u00e0 e durata.<\/strong> Stabilit\u00e0 <em>chimica<\/em> vuol dire che il composto non si trasforma \u2014 la magnetite resta magnetite. La <em>permanenza visiva nel tempo<\/em> \u00e8 un'altra storia: dipende dalla <a href=\"\/blog\/destino-pigmento-derma\">dimensione delle particelle e dal loro destino nel derma<\/a>. Su quel piano gli ossidi di ferro tendono mediamente a <em>schiarire<\/em> pi\u00f9 che a virare, con una perdita di intensit\u00e0 progressiva. Sono stabili, ma non eterni.<\/p><p><strong>Due tipi di viraggio, da non confondere.<\/strong> Il viraggio <em>chimico<\/em> vero \u2014 il pigmento \u00e8 diventato un altro composto \u2014 \u00e8 raro: in un ambiente molto poco ossigenato la magnetite pu\u00f2 ridursi parzialmente e il tono si raffredda verso il grigio-bruno, ma \u00e8 uno scenario di confine. Il viraggio <em>ottico<\/em>, invece, \u00e8 la regola: la luce attraversa il tessuto in modo diverso col passare del tempo \u2014 cicatrici di guarigione, fototipo che cambia, profondit\u00e0 effettiva del pigmento dopo l'assestamento \u2014 e l'occhio percepisce un tono diverso. Saper distinguere fra \"il pigmento \u00e8 cambiato\" e \"lo guardo attraverso una pelle cambiata\" \u00e8 lo strumento diagnostico pi\u00f9 utile che esista in studio.<\/p><blockquote><p><strong>Una nota storica.<\/strong> I tatuaggi di prima generazione con ossidi di ferro erano famosi per <em>virare al rosso<\/em>: gli inchiostri non erano cosmetic grade, contenevano ossidi minerali grezzi e impurezze, e nel tempo evolvevano verso toni ruggine. Negli anni l'industria dei pigmenti cosmetici ha sviluppato standard di purezza e dimensione particellare prevedibili, prodotti per sintesi controllata e non per estrazione. Il Regolamento UE 2020\/2081 (voce 75 dell'Allegato XVII REACH), in vigore dal 4 gennaio 2022, ha reso quegli standard <strong>obbligatori<\/strong> per pigmenti destinati a tatuaggio e PMU. Oggi un nero magnetite cosmetic grade non vira pi\u00f9 al rosso. Vira come tutti gli altri pigmenti: lentamente, per via ottica e per progressivo schiarimento.<\/p><\/blockquote>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/528.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":4,"html":"<h2>Pigmenti ibridi: la sintesi che compensa i difetti<\/h2><p>Le due famiglie di nero viste finora hanno difetti opposti:<\/p><ul><li><strong>Carbon black<\/strong>: nero profondo e intenso, copertura massima, lunga durata; ma vira al blu nel tempo per l'effetto Tyndall.<\/li><li><strong>Magnetite<\/strong>: tono cromaticamente stabile, niente Tyndall importante; ma tende a schiarire progressivamente, con perdita di intensit\u00e0.<\/li><\/ul><p><strong>L'idea del pigmento ibrido \u00e8 la sintesi.<\/strong> Affiancare il nero del carbon black a componenti che ne correggano il viraggio ottico e ne stabilizzino il tono, mantenendo la copertura. Il risultato pratico \u00e8 quello che la trico chiede al \"nero buono\": <strong>intensit\u00e0 del carbon black + tenuta cromatica nel tempo<\/strong>. Le componenti correttive variano da formulazione a formulazione \u2014 alcune sono altri pigmenti inorganici, altre molecole di natura diversa scelte per integrare lo spettro mancante.<\/p><p><strong>Sul piano pratico c'\u00e8 una cosa da sapere.<\/strong> Se i due componenti hanno cinetiche di degradazione diverse, pu\u00f2 succedere che la componente correttiva si esaurisca prima della base: il colore evolve verso il tono di ci\u00f2 che resta, una specie di \"fantasma\" del bilanciamento originario. \u00c8 una delle ragioni per cui sui prodotti ibridi la <em>fotostabilit\u00e0 documentata<\/em> vale doppio. Quando quella documentazione esiste, gli ibridi sono oggi la categoria pi\u00f9 affidabile per il nero della trico professionale.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/529.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":5,"html":"<h2>Cosa devi fare tu<\/h2><p><strong>Quando hai una scheda tecnica davanti, leggi gli ingredienti dichiarati.<\/strong> Il nero che usi rientra in uno di questi tre casi, e ciascuno chiede un'attenzione diversa:<\/p><ul><li><strong>Solo carbon black<\/strong> (CI 77266): nero profondo e copertura massima, ma occhio al viraggio blu nel tempo \u2014 \u00e8 ottica della pelle, lo si mitiga con la profondit\u00e0 d'impianto ma non si azzera.<\/li><li><strong>Solo ossidi di ferro<\/strong> (CI 77499 e affini): tono cromaticamente pi\u00f9 stabile, niente Tyndall importante, ma tendenza a <em>schiarire<\/em> progressivamente per via della dimensione particellare e del drenaggio.<\/li><li><strong>Formulazione ibrida<\/strong>: nove volte su dieci dentro c'\u00e8 comunque carbon black, accompagnato da componenti che ne correggono il viraggio. \u00c8 la scelta pi\u00f9 equilibrata, a patto di avere documentazione di fotostabilit\u00e0.<\/li><\/ul><p>Da noi questa chimica si discute con i clienti in consulenza e con gli operatori che si confrontano sulla scelta delle loro linee. Se vuoi parlare di un caso specifico o vedere come scegliamo i pigmenti sul nostro lavoro, <a href=\"\/contatti\">scrivici<\/a>.<\/p>","image_url":"https:\/\/thebeautyfactory.it\/storage\/images\/530.jpg","youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null},{"level":6,"html":"<h2>Riferimenti<\/h2><ul><li><strong>Anderson R.R., Parrish J.A.<\/strong> <em>The optics of human skin<\/em>. Journal of Investigative Dermatology 77 (1981): 13\u201319. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/1523-1747.ep12479191\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1111\/1523-1747.ep12479191<\/a><\/li><li><strong>Cornell R.M., Schwertmann U.<\/strong> <em>The Iron Oxides: Structure, Properties, Reactions, Occurrences and Uses<\/em> (2\u00aa ed.). Wiley-VCH, 2003. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/3527602097\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1002\/3527602097<\/a><\/li><li><strong>Donnet J-B., Bansal R.C., Wang M-J.<\/strong> (Eds.) <em>Carbon Black: Science and Technology<\/em> (2\u00aa ed.). Marcel Dekker, 1993.<\/li><li><strong>Jacques S.L.<\/strong> <em>Optical properties of biological tissues: a review<\/em>. Physics in Medicine and Biology 58 (2013): R37\u2013R61. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1088\/0031-9155\/58\/11\/R37\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">doi.org\/10.1088\/0031-9155\/58\/11\/R37<\/a><\/li><li><strong>Regolamento (UE) 2020\/2081<\/strong> della Commissione \u2014 Allegato XVII voce 75 del REACH (sostanze nei tatuaggi e nel trucco semipermanente). In applicazione dal 4 gennaio 2022. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2020\/2081\/oj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2020\/2081\/oj<\/a><\/li><\/ul>","image_url":null,"youtube_video_html":null,"youtube_video_link":null}]}